Maratea 25/27 settembre 2015 4ª edizione

martedì 22 settembre

Dopo un anno di pausa, riparte venerdì 25 settembre la summer school Mediterraneo, identità e alterità dell'Europa, arrivata così alla 4a edizione. Il programma si estende per tre giorni.

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Maratea, Villa Nitti, 27 agosto/1° settembre
Matera, 12/14 settembre

Jean-Luc Nancy, uno dei grandi filosofi contemporanei, ha inaugurato – lunedì 27 agosto a Villa Nitti (Maratea) –
la II Edizione della Summer School "Mediterraneo, identità e alterità dell'Europa".
Promossa dalla Presidenza della Giunta della Regione Basilicata e dall'Associazione culturale Basilicata 1799, la Summer School, aperta a giovani laureati e giovani ricercatori, si è articolata per questa edizione in due momenti fondamentali: il primo si è svolto appunto a Maratea da lunedì 27 agosto a sabato 1 settembre; il secondo a Matera, da mercoledì 12 a venerdì 14 settembre.

Con la direzione di Mauro Ceruti, sono state affrontate e approfondite, in lezioni, seminari, eventi aperti al pubblico, incontri, ai quali hanno partecipato alcune delle voci più prestigiose della cultura italiana ed internazionale, molte e complesse tematiche che innervano la storia, la cultura e lo spazio dell'Europa e del Mediterraneo in relazione ai grandi processi di "mondializzazione".

In dialogo con Antonella Moscati, la studiosa italiana che ha maggiormente analizzato e approfondito in questi anni il suo pensiero, Jean-Luc Nancy ha riflettuto, sulla scia del suo ultimo saggio L'adorazione. Decostruzione del cristianesimo, sul significato che può assumere oggi, dopo Nietzsche e Freud, la nozione di "spiritualità" liberata dai riti e dalle false credenze ("La forma dello spirito che si risveglia è l'adorazione" sostiene Nancy sulla scia di Ludwig Wittgenstein). Gian Enrico Rusconi (Università degli Studi di Torino) si è chiesto invece "cosa resta dell'Occidente" (è il titolo del suo recente saggio), riesaminando i criteri che stanno a fondamento della razionalità occidentale attraverso alcuni passaggi-chiave della sua storia: dalla ridefinizione della "modernità" al confronto con le altre culture, dal dibattito sul post-secolarismo, sulla democrazia e sulla razionalità della fede fino all'elaborazione della scienza dell'uomo-natura. Elena Pulcini (Università degli Studi di Firenze) ha ripensato in modo nuovo il tema delle passioni e della loro funzione cognitiva e comunicativa. Governare la passione fondamentale della paura, farsi consapevoli della propria vulnerabilità, assumere la realtà come contaminazione: questi i presupposti di un'etica nuova capace di prendersi cura del mondo. Emilia D'Antuono e Mariangela Caporale (Università degli Studi Federico II/Napoli) con la presenza prestigiosa di Moni Ovadia, hanno invitato a confrontarsi con l'Ebraismo, cultura altra cresciuta nel grembo dell'Europa e matrice di forme di vita e di esperienze, di categorie concettuali e interpretative nuove e originali, divenute ormai imprescindibili per ripensare la vita e i suoi molteplici sensi.
Due intellettuali provenienti dai Paesi della "primavera araba" – Mohamed Haddad (Università degli Studi di Tunisi), considerato una voce influente della cultura islamica e Gennaro Gervasio (British University in Egypt/Il Cairo) – haoo riflettuto sui complessi rapporti culturali, intessutisi in una lunga storia, tra l'Europa e l'Islam, sulle tendenze attuali dell'Islamismo nella ricerca di una possibile riconciliazione tra l'eredità islamica e la modernità, e sulle prospettive delle rivoluzioni arabe. Il compito della cultura – a parere di Haddad – è quello di indicare la strada di un nuovo "multi-sfaccettato pensiero" capace di comprendere la dinamicità di un mondo in continua trasformazione.

A Matera, dal 12 al 14 settembre, è stato proprio il "concetto della complessità" in quanto proposta epistemologica e metodologica innovativa per ripensare le forme e le modalità di pensiero, di conoscenza e di insegnamento, ad indicare nuove possibili chiavi di lettura della contemporaneità. Attraverso la voce di uno dei maestri più autorevoli della cultura del XX secolo, di un pensatore planetario quale Edgar Morin e di alcuni prestigiosi interpreti italiani come Mauro Ceruti, Gianluca Bocchi (Università degli Studi di Bergamo), Angelo Turco (Iulm/Milano) e Chiara Brambilla (Università degli Studi di Bergamo), i processi globali e locali, generali e singolari che attraversano l'Europa, il bacino del Mediterraneo, il mondo sono stati narrati secondo prospettive nuove.