Maratea 25/27 settembre 2015 4ª edizione

martedì 22 settembre

Dopo un anno di pausa, riparte venerdì 25 settembre la summer school Mediterraneo, identità e alterità dell'Europa, arrivata così alla 4a edizione. Il programma si estende per tre giorni.

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Leonardo MARTINELLI, giornalista / Caporedattore sito economico-finanziario Firstonline
Gli abusi della finanza e la crisi del 2008: quello che insegna la letteratura
Esiste un prima e un dopo rispetto alla crisi finanziaria del 2008 (anticipata da quella dei subprime dell'anno precedente): l'Europa ne soffre ancora oggi. In parte quel tracollo è stato dovuto proprio ad alcuni eccessi della finanza. È sorprendente come la letteratura possa spiegarci quella crisi e certe volte anche darci delle chiave di lettura. Si inizia con un lungo balzo indietro nel tempo, "Il denaro", di Guy de Maupassant, che descrive nella Parigi di fine Ottocento una crisi molto simile a quella del 2008... Ma la finanza è solo un fenomeno negativo? No ed è inevitabile. Nel lager di "Se questo è un uomo" di Primo Levi esisteva una Borsa, che contribuiva alla resistenza umana in quel luogo di morte. Negli anni Sessanta, uno scrittore giapponese, Yukio Mishima, traccia l'andamento delle azioni scrivendo di amore in "Dopo il banchetto". Negli anni ottanta "Il falò delle vanità" di Tom Wolfe è uno dei primi romanzi a denunciare le derive della finanza. Scrittori più vicini a noi (Jonathan Franzen e Alex Preston) si sono soffermati direttamente sulla crisi del 2008, sul suo prima e sul suo dopo.

Leonardo MARTINELLI, giornalista / Caporedattore sito economico-finanziario Firstonline
Quando i libri raccontano l'economia reale, in crisi e non
La letteratura ha raccontato anche la crisi dell'economia reale. Uno dei capolavori in questo senso è "Furore" di John Steinbeck, la storia di una povera famiglia di agricoltori americani alle prese con la crisi del post 1929. La francese Elisabeth Filhol, invece, negli ultimi anni ha raccontato un aspetto particolare e più recente della crisi, il precariato, nel romanzo "La centrale". Alcuni paesi si sono salvati dalla crisi del 2008, sono quelli emergenti: scrivono direttamente e indirettamente di economia l'indiano Aravind Adiga in "La tigre bianca" e il cinese Chan Koonchung nel romanzo "Il demone della prosperità". Quale strada l'Europa e in particolare l'Italia devono percorrere per uscire dala crisi? Si evoca molto un ritorno all'industria dopo la sbornia finanziaria, una valorizzazione della tradizione produttiva. Ci vuole uno scrittore svedese, Henning Mankell, per riconoscere una delle eccellenze del made in Italy, in "Scarpe italiane".